Lotta al cancro
La Risonanza Magnetica mammaria, un ticket per la vita

La Itel celebra la Prima Giornata Nazionale di salute della donna parlando di prevenzione e diagnosi precoce del tumore mammario con il dottor Marco Moschetta. Trentacinque anni, ricercatore universitario in Diagnostica per immagini e Radioterapia nell'Università degli Studi di Bari, autore di numerose pubblicazioni scientifiche, il dott. Moschetta si occupa in particolare di senologia.
 

 

Dottor Moschetta, che cos'è la Risonanza Magnetica (RM) mammaria?
In diagnostica senologica la RM è stata introdotta da una quindicina  d'anni. Si tratta di un esame di  prevenzione secondaria, utile cioè  come diagnosi precoce delle lesioni mammarie e caratterizzazione delle stesse.
 

Chi può richiederla?
Può richiederla solo il medico specialista, dopo aver sottoposto una  paziente agli esami di screening di primo livello, che sono l'ecografia, consigliata a partire dai 30 anni, e la mammografia, riservata alle donne che hanno raggiunto o superato i 40 anni.
 

In cosa consiste l' esame di Risonanza Magnetica?
L'esame dura nove minuti. Viene iniettato un mezzo di contrasto in vena e il medico radiologo vede come il tessuto mammario prende  contrasto. La maggior parte dei tumori si basano sull' angiogenesi, cioè per nascere devono essere molto vascolarizzati. Dove c'è  malattia, c'è presa di contrasto. Dove invece il tessuto è sano, non  c'è presa di contrasto.
 

Quando è opportuno sottoporre una paziente a RM?
Le donne che hanno la mamma o una sorella con carcinoma mammario dovrebbero effettuare un test genetico, attraverso un semplice prelievo del sangue, che permette di verificare l'eventuale mutazione del gene BRCA1 e BRCA2. In caso di positività, per queste donne è opportuno sottoporsi ogni anno a RM, a scopo preventivo.
 

In quali altri casi è indicata la RM mammaria?
I casi più frequenti sono la stadiazione preoperatoria, per ricercare lesioni multifocali, multicentriche e bilaterali. Cioè, trovato un nodulo nell'esame di primo livello, viene effettuato l'agoaspirato. Se  la diagnosi è di carcinoma, prima di sottoporre la paziente  all'intervento, viene eseguita la RM per verificare se ci sono altri  noduli nello stesso seno o nell'altro, sfuggiti all'ecografia o alla mammografia. A seconda dell'esito della RM, la paziente verrà  sottoposta a quadrantectomia o mastectomia, cioè alla rimozione di una  parte del seno, di tutto il seno o di entrambi i seni.
 

LA RM viene effettuata nelle pazienti già operate per studiare anche  la cicatrice chirurgica. Come mai?
La RM permette di individuare eventuali recidive. Le pazienti vengono  sottoposte a RM per controllare che sulla cicatrice non ci siano nuove  cellule tumorali a distanza di almeno un anno dall'intervento chirurgico.

Qual è la relazione tra protesi mammarie e risonanza magnetica?
Com'è noto, le protesi possono rompersi. La Risonanza Magnetica permette di valutare il loro stato di conservazione, in impianti  ricostruttivi o estetici.
 

Per lo studio delle protesi mammarie occorre sottoporsi a RM ogni anno?
No. L'indicazione generale è di effettuare una RM ogni cinque anni.

Queste sono indicazioni standardizzate previste dai protocolli sanitari, ma esistono altri casi di ricorso alla RM?
Oltre a particolari sindromi, esistono indicazioni emergenti relative alle micro calcificazioni diffuse, che possono essere segno di tumore iniziale.
 

Esistono casi di falsi negativi o falsi positivi con la Risonanza Magnetica?
I falsi negativi non sono un problema, mentre i falsi positivi possono raggiungere anche il 30% degli esami, questo perché la Risonanza vede molto. Basta effettuare un agoaspirato o un approfondimento diagnostico per riconoscere i falsi positivi. Ma di fronte a una Risonanza magnetica completamente negativa, abbiamo la certezza molto alta che non ci sia davvero nulla di pericoloso.
 

Che differenza c'è tra la Risonanza Magnetica e la Tac?
La Risonanza si basa sui campi magnetici, non usa radiazioni ionizzanti. Per cui ha il vantaggio di non esporre le pazienti a raggi X.
 

La RM è un esame indolore e innocuo, che garantisce diagnosi più accurate: perché allora non sottoporre tutte le donne a RM?
Innanzitutto per i costi: una mammografia costa al Sistema Sanitario Nazionale circa settanta euro, una RM fino a circa cinquecento. Poi non tutti gli ospedali sono dotati di Risonanza magnetica. E infine non possiamo iniettare annualmente a tutte le donne il mezzo di  contrasto.
 

Quali sono i rischi?
In primo luogo le reazioni allergiche e poi, essendo un farmaco che viene smaltito con le urine, potrebbe provocare danni ai reni.
 

Ma per effettuare una Risonanza magnetica il mezzo di contrasto è una conditio sine qua non?
Il Policlinico di Bari insieme ad altri centri universitari italiani sta da qualche tempo sperimentando particolari sequenze morfologiche di Risonanza Magnetica (chiamate Diffusione, T2 e Stir) che permettono di fare diagnosi senza mezzo di contrasto.

Cosa sono le sequenze morfologiche?
Sono serie di immagini differenti, che integrate tra loro, permettono ai medici di caratterizzare il tessuto: se c'è liquido, se c'è solido,  se c'è tumore, se il tumore è nettamente benigno o nettamente maligno. Naturalmente esistono casi bordenline, per i quali è indispensabile la  biopsia.

Come si presenta una lesione che è chiaramente un carcinoma?
In medicina non c'è mai una regola generale. Ma nella maggioranza dei  casi un carcinoma presenta molto contrasto, perché appunto è molto vascolarizzato. Ha margini irregolari e stellati, spesso si accompagna a linfonodi ascellari. Può avere all'interno aree di necrosi, perché  le cellule crescono e poi muoiono non avendo più spazio per accrescersi.
 

La metodica  delle sequenze morfologiche in RM è ancora sperimentale?
Sì, ma se passasse nell'applicazione clinica, non ci sarebbero più  ragioni per non utilizzare la Risonanza Magnetica come screening: i  costi si abbattono, grazie al mancato utilizzo del mezzo di contrasto; con esso viene meno anche il rischio per la salute della donna; e infine i falsi positivi si riducono drasticamente. Con le sequenze morfologiche, si potrebbe davvero pensare all'esame di Risonanza magnetica mammaria come screening, come sta già avvenendo negli Stati Uniti.
 

Il futuro della prevenzione sarà quindi nel segno della Risonanza Magnetica?
Sì, e questo vale non solo per la senologia, ma anche per altri settori della radiologia.

Rosaria Malcangi
 

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