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Dopo molti anni caratterizzati dall'assenza di una normativa nazionale che regolasse la materia e dalla compresenza di alcune leggi regionali (Piemonte, Lazio, Abruzzo), tra loro contrastanti in merito alle procedure di valutazione e ai limiti d'esposizione, finalmente dal 1998 l'Italia si è dotata di un Decreto Interministeriale (Ambiente, Sanità, Comunicazioni) che regoli i valori limite di radiofrequenze compatibili con la salute umana.

Tale decreto (DM 381/98), adottando il principio della "prudence avoidance", arriva a porre un valore limite di campo elettrico di 6 V/m in corrispondenza di edifici adibiti a permanenze non inferiori a 4 ore, nell'intervallo di frequenza compreso tra 3 MHz e 300 GHz.
Dal mese di febbraio del 2001 infine si è giunti al traguardo legislativo completo con l'approvazione e l'entrata in vigore della Legge Quadro sull'inquinamento elettromagnetico (N° 36 del 22 febbraio 2001) che, avendo a riferimento i suddetti decreti, ha come obiettivo la regolamentazione dell'intera materia sull'inquinamento elettromagnetico e ha come campo di applicazione: "gli impianti, i sistemi e le apparecchiature per usi civili, militari e delle forze di polizia, che possono comportare esposizione dei lavoratori e della popolazione a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici con frequenze comprese tra 0 Hz (campi elettrici e magnetici statici) e 300 GHz. In particolare sono soggetti alla suddetta legge gli elettrodotti, le stazioni radiobase per telefonia mobile, i radar e gli impianti fissi per emittenza radiotelevisiva".

Con il "Decreto 381" si demanda alle regioni la possibilità di adottare proprie regolamentazioni; le Regioni a loro volta danno facoltà ai Comuni di dotarsi di proprie normative che, in molti casi, prevedono limiti d'esposizione ed obiettivi di qualità più restrittivi di quelli nazionali.
Un altro punto importante fissato dallo stesso decreto è l'istituzione d'agenzie di vigilanza e protezione ambientale sia a livello nazionale (ANPA) che regionale (ARPA); quest'ultime agiscono come strutture di raccordo per tutte le funzioni di controllo ambientale e sviluppo sostenibile del territorio che, precedentemente sottostavano alla responsabilità di diverse istituzioni quali Enti Locali, A-USL, Università e CNR.

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Ultimo aggiornamento 04/10/2011 - itel@itelte.it - www.itelte.it P.IVA 02954150724
 
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